| Verbale consiglio comunale 26 11 09_lavoro crisi |
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| Scritto da Medardo |
| Domenica 14 Marzo 2010 09:13 |
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Seduta consiliare 26.11.2009 N. 312 - COSTITUZIONE E DISCIPLINA “FONDO LOCALE DA DESTINARSI A INTERVENTI STRAORDINARI - 2009 - A SOSTEGNO REDDITI LAVORATORI DISOCCUPATI O COLLOCATI IN CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI O INTERESSATI DA ALTRE FORME DI RIDUZIONE DEL REDDITO DA LAVORO”: DISCUSSIONE Sig. VICESINDACO: “Proponiamo questa sera la costituzione di un fondo generale per l’intervento nei confronti delle situazioni di disagio economico che possono essere intervenute nel corso dell’anno 2009 nei confronti delle famiglie che si sono trovate a dover affrontare la problematica della perdita di un posto di lavoro, oppure momenti di disoccupazione, di sospensione, ovvero di interruzione di contratti atipici. Questo progetto, che viene qui presentato, questo fondo segue una discussione avvenuta fra l’Amministrazione Comunale e le organizzazioni sindacali che si sono fatte promotrici di questa richiesta, incontrando nell’Amministrazione Comunale una sensibilità che riteniamo possa trovare il onsenso di tutto il Consiglio Comunale. In definitiva ci siamo trovati, a partire da quelli che erano già gli interventi pur significativi che l’Amministrazione Comunale, attraverso i Servizi Sociali in particolare, effettuava, ma non solo, mettiamo accanto anche i problemi del territorio e quindi del Settore Territorio con il fondo sostegno all’affitto. Nonostante questi interventi significativi che sono stati ampliati nel corso del 2009 per quanto concerne contributi che sono stati rinforzati anche da parte della Regione stessa, ovviamente con un’insignificante risposta da parte, almeno per ora, dell’istituzione centrale del Governo, il Comune si è trovato a dover far fronte ed a capire le necessità che sono divenute impellenti ed assolutamente drammatiche, non solo per i lavoratori che in qualche modo hanno un sostegno al loro reddito in ragione di fenomeni di cassa integrazione o di sospensione dal lavoro che, nel nostro territorio, colpiscono già 7-8.000 lavoratori a Faenza, se allarghiamo questa riflessione in tutto il territorio del nostro distretto arriviamo ad oltre 9.000 lavoratori colpiti da cassa integrazione. Naturalmente questi lavoratori sono quelli per certi versi che fanno clamore per quanto riguarda i numeri, ma sono quelli anche, se così lo vogliamo dire fra virgolette, più tutelati dal fatto che hanno la cassa integrazione, o che hanno la disoccupazione o cose di questo genere. Ben altra condizione che non siamo in grado di quantificare dal punto di vista numerico, ma che, secondo le organizzazioni sindacali, rasenta anche qui le diverse migliaia di lavoratori e quindi di cittadini e, di conseguenza, di famiglie, sono quelli che invece, in particolar modo appartenenti alle categorie giovanili, hanno avuto i loro contratti precari non rinnovati, hanno subito dei momenti ovviamente non solo di disoccupazione, ma interruzione tout court del loro contratto di lavoro ed ancora a questi occorre aggiungere, per non sottovalutare, quelle centinaia di persone che nel nostro territorio - ad esempio - appartenevano ed appartengono a quelle figure di avoratori di supporto, in particolare nel settore dell’edilizia. In questo caso, molto banalmente, vi cito i piastrellisti, i cartongessisti, cioè tutte quelle figure che, con il fermo dell’edilizia, non hanno le tutele della cassa edile e della cassa integrazione che interviene nei confronti dei lavoratori dipendenti, ma sono rimasti tout court, da un giorno all’altro, assolutamente disoccupati. L’Amministrazione Comunale ha fatto uno sforzo per trovare, all’interno delle proprie modeste risorse, ancora a disposizione, ovviamente razionalizzando delle spese e tagliando da altre parti, un fondo di 50.000 euro per il 2009 che può essere ulteriormente rimpinguato auspicabilmente da contributi che intervengano, così come sta già avvenendo, da parte di altri soggetti privati, che hanno dichiarato - e questo lo vedremo nel corso dell’assestamento di bilancio - la loro disponibilità a versare delle ulteriori risorse all’interno di questo fondo. Sappiamo già di 10.000 euro che sono stati recepiti dal Sig. Sindaco e che vengono depositati presso il fondo in oggetto, così come auspichiamo che la stessa Amministrazione Comunale, anche attraverso l’attenzione che noi tutti dobbiamo esercitare, possa, di qui alla fine dell’anno, trovare anche qualche altro piccolo elemento di riserva per andare ad un ulteriore rinforzamento di questo fondo, perché capiamo che con 50.000 euro si fanno delle cose importanti, ma non sconvolgenti. L’impianto, come abbiamo spiegato in Commissione, come abbiamo concordato con le organizzazioni sindacali, ne prevede la costituzione a partire dal mese di dicembre, con l’emissione di un bando di 2 graduatorie alle quali potranno concorrere i cittadini che sono rimasti disoccupati o sospesi dal lavoro nel corso del 2009. Questo significa quindi che all’inizio del 2010 si andrà alla liquidazione delle risorse che noi potremmo avere a disposizione sulla base di certi punteggi che vedranno comunque costituirsi due graduatorie, una privilegiata, la graduatoria A, che è quella di coloro che non hanno nessun ammortizzatore; la graduatoria B che è invece quella che interviene con rimanenza di risorse (sarà difficile), nei confronti di quelli che hanno la cassa integrazione che, voi sapete, può giungere nei momenti, sia pure quando giunge a quei momenti lì delinea anche degli scenari poco positivi, che è quella del 75% o del 80% dello stipendio. Detto ciò, quindi queste due graduatorie saranno composte sulla base delle domande che verranno presentate presso i Servizi Sociali, presso l’URP o presso le organizzazioni sindacali che sono tenute alla compilazione in base al fatto che alla domanda va allegato l’ISEE, per dimostrare la condizione effettiva di sospensione o di perdita del lavoro da parte del lavoratore che intende fare la domanda. E’ chiaro che per il 2010, ritenendo che non saranno esaurite purtroppo le condizioni dell’uscita dalla crisi, almeno per quanto riguarda la parte occupazionale, che travaglierà pesantemente le nostre aziende anche nel corso del 2010, è chiaro che si tratta di prevedere per il futuro anche un intervento ulteriore nel Bilancio del 2010 che possa corrispondere alle esigenze di rieditare il bando, non so se ho usato il termine giusto, direi di sì, di rifare il bando nel corso del 2010 per andare a raccogliere le difficoltà o i problemi che dovessero sorgere e che sono già ovviamente presenti dai primi mesi del 2010. Quindi, vi chiediamo di approvare questo fondo che vede, con il consenso delle organizzazioni sindacali, mettere una prima pietra rispetto a situazioni che non hanno ancora visto delle risposte, come dire se non qualcosa, qualcosa anche significativo da parte della Regione, ma assolutamente nulla da parte dell’autorità centrale.” Cons. TINI: “Il Comune è riuscito a racimolare un tesoretto di 50.000 euro per l’anno 2009 per andare incontro alle famiglie di chi ha perso il posto di lavoro. In Commissione Consiliare il rappresentante del sindacato CGIL ci ha detto che sono 25.000 i lavoratori in cassa integrazione in provincia di Ravenna, 7.300 solo nella città di Faenza e questi sono dati legati al mondo industriale e non artigiano. Questa è una crisi alta nel nostro comprensorio e vi sono aziende che soffrono e molte non possono dare ammortizzatori sociali. Il mercato della precarietà colpisce soprattutto i giovani. Il Comune emette un bando a dicembre che spiega chi ha diritto, come si presenta la domanda e come si è ammessi al contributo dei 50.000 euro, come si utilizza e dove si va a fare la domanda. Il cittadino presenterà la domanda su modulo già predisposto alla compilazione. Si farà una graduatoria doppia: quelli della graduatoria A per disoccupati senza nessuna copertura, quelli della graduatoria B per disoccupati con qualche copertura e si va così all’esaurimento del fondo.” Cons. BUCCI: “Io credo che questo sia un provvedimento molto interessante, in quanto dimostra un’attenzione riguardo ad una grave situazione di crisi che investe tutta la società italiana e faentina in modo particolare, viste anche le gravi ripercussioni, almeno a leggere la stampa locale, che si stanno verificando anche nella nostra città, che pure per anni ha sempre potuto godere di una sorta di situazione privilegiata visto il grande equilibrio e la grande operosità dei nostri concittadini. Purtroppo questo è un fondo che è dato da una bella idea, ma è scarso, con 50.000 euro in una condizione di questo genere non ci sono i soldi neanche per i fazzolettini per piangere insomma, è veramente una cifra esigua. Credo vada almeno quadruplicata se si vuole iniziare a fare dei ragionamenti di sostegno vero ed autentico alle famiglie ed a coloro che si trovano in reali difficoltà, da aggiungere a quello che già fa il Comune con una buona dovizia di finanziamenti pubblici, e giustamente credo anche. Secondo me, e secondo La tua Faenza-UDC, questa idea è buona, va incrementata per stimolare l’Amministrazione a fare un’operazione che vada nel senso da noi auspicato. Ci asterremo su questa delibera.” Cons. MARTINO: “Vorrei fare una domanda, in quanto non ho seguito questa delibera. Lei ha detto chi rimane disoccupato o chi nel corso dell’anno è rimasto disoccupato o cassa integrati e quelli che, per svariati motivi, non hanno potuto trovare lavoro, non è che dico o quelli sì o quelli no, però ci sono anche delle persone invisibili che per qualunque motivo, casomai hanno studiato fino a due anni fa, poi avevano bisogno di fare qualcos’altro, badare anche la famiglia e nel frattempo non hanno trovato, chiedo se si potrebbe fare una ricerca all’Ufficio Prov.le del Lavoro per queste persone qui.” Cons. ALPI: “Credo sia una delibera sulla quale spendere alcune parole, se non altro perché nel corso di queste settimane, leggendo la rassegna stampa che viene fornita dal Comune per la nostra formazione sul dibattito locale, io prestando una certa attenzione ai temi trattati sulla stampa, non so i colleghi se hanno avuto il mio stesso giudizio, se hanno fatto rilievi di questo tipo, su 100 pagine non più di 2 in media sono dedicate ai temi del lavoro, e fra i temi del lavoro inserisco anche quelli aziendali, cioè se si parla di un’azienda, non solo per parlare di crisi o perché è accaduto un incidente sul lavoro, ma anche per descrivere il tipo di attività che svolge un’azienda del nostro territorio. La rassegna stampa è in 3 giornali normalmente, tranne qualche momento in cui ci sono anche settimanali, il peso è 2% delle pagine che parlano in questi momenti soprattutto di crisi. Questo dà la misura di quanto nella nostra collettività, quindi in un posto abbastanza progredito, la cronaca locale tratta il lavoro. Le pagine nazionali lo trattano un pochino di più perché tutti i giorni sui principali quotidiani si parla di lavoro, di economia soprattutto, quindi lì tutti i giorni c’è qualcosa, sulla cronaca locale ogni tanto c’è il titolone che apparentemente sembra richiamare l’attenzione, però inchieste, approfondimenti per conoscere i meccanismi della crisi, per cercare di capire chi dalla crisi si sta anche arricchendo e perché, oppure sta guadagnando posizioni, sui giornali non vengono trattati. C’è stata in estate la forte presenza dei temi di lavoro legati però più alla crisi delle aziende agricole, quindi non era solo legata all’attività manifatturiera, ma proprio alla crisi di un comparto in generale, crisi peraltro gravissima, reale e sicuramente preoccupante. Io credo che in un paese come questo, se non si riesce a discutere di cose serie e si discute sempre solo di cose che suscitano una reazione istantanea come sono i temi che anche qui ci troveremo a discutere, ma non si discute di lavoro, di reddito, di legalità dell’economia, un paese come il nostro difficilmente si rinnova, ma soprattutto difficilmente fa dei passi avanti anche per trovare soluzione a quello che ascoltavo all’inizio. Quando sono entrato in Consiglio Comunale, diceva il capogruppo Ghinassi, dei problemi di bilancio del Comune di Faenza, diciamo problemi che in futuro saranno sempre più evidenti, perché noi qui dobbiamo trovare 50.000 euro ed il capogruppo Bucci ha già detto che sono pochi. Trovarne altri in una situazione in cui il Governo aveva già promesso che toglieva anche l’IRAP, io voglio vedere o ci mettiamo a battere moneta, oppure si mette a parlare, come dicevo prima, delle cose serie, delle cose di cui i cittadini prima o poi chiederanno il conto alla politica. Non si può continuare a pensare come fa il premier che dice che la crisi è finita, nel momento in cui in una provincia come Ravenna siamo vicino invece ai 10.000 lavoratori interessati dalla crisi. Alcuni di questi il posto di lavoro l’hanno già perso e sono quelli che si vedono, poi ci sono tutti quelli che non si vedono, quelli cioè che, come ha detto il Vicesindaco, sono i cosiddetti invisibili, quelli che tanto un lavoro non ce l’avevano neanche prima. Quindi, in un certo senso, la media si è avvicinata a loro, ma la media di un paese che vuole diventare importante non deve essere quella di avvicinarsi a chi è un lavoratore invisibile, deve essere quella di far avvicinare i lavoratori invisibili ad un sistema che dia garanzie e allora si deve parlare di manifatturiero. Siamo abituati, dal modo in cui le informazioni vengono date, so che non sto parlando ad un pubblico presente, sto parlando ad un’assemblea di consiglieri dove magari avranno già la loro opinione formata, però abbiamo un’informazione che fa passare nella testa della gente, soprattutto dei giovani che non hanno esperienza, quasi l’idea che domani si possa vivere ed avere un reddito decente, farsi una famiglia, progettare il futuro senza lavorare. Poi, siccome questo non è vero, non è solo colpa di chi esporta il lavoro fuori, è colpa anche del fatto, io credo, mi immagino questo, che quando c’è una riunione degli industriali e si ritrovano nel loro consesso coloro che ancora hanno a che fare con il manifatturiero, con dei pezzi di ferro, di legno o di plastica, con degli operai, con un sindacato, nella loro organizzazione troveranno degli altri che sono sicuramente più furbi, più bravi, hanno fatto più soldi che gli dicono: “Ma tu cosa stai lì ancora a diventare scemo ad avere a che fare con i lavoratori, con il sindacato, con la trasformazione della materia prima? Ma è con la finanza che si va avanti, se vuoi contare devi smetterla di produrre delle cose, ti devi mettere, come abbiamo fatto noi”, come oggi i guru dell’economia ci hanno insegnato, si manovrano dei soldi, si spostano, con i soldi si finanziano determinate operazioni, tanto oggi con un click non se ne accorge nessuno se anche finanzi qualcosa che non è lecito, poi i soldi si ripuliscono, si creano le banche che fanno il banking, con il sistema informatico in un attimo si spostano dei soldi da tutte le parti, così si conta, non continuando a lavorare! Cosa ce ne frega di lavorare, si arrangeranno, saranno quelli di un’altra generazione, ci penseranno domani. E’ lì secondo me che invece deve cambiare qualcosa e tutti dovrebbero essere chiamati a cambiare qualcosa. Io adesso dico una cosa sugli imprenditori, non per attaccarli, ma per dire che hanno avuto dal Governo Prodi il cuneo fiscale, dicevo prima dell’IRAP, da questo Governo hanno garanzie rispetto al fatto che con la CGIL non si devono fare accordi, perché la CGIL rappresenta una politica che è da cancellare, allora questi signori hanno avuto tanti appoggi. Ma il valore etico del lavoro dove lo mettiamo? Serve solo a mettersi i soldi in tasca e chiudere l’azienda quando non hai più un guadagno di un certo tipo, oppure dare del lavoro ed un’economia forte è interesse anche degli imprenditori oltre che del sindacato dei lavoratori? Io credo che dovrebbe essere interesse anche di costoro. Allora, se in un territorio come questo sappiamo fare determinate cose che possono essere, per banalizzare, i lucchetti, anche se lucchetto inteso nell’eccezione più ampia, può essere la calza nell’eccezione più ampia, può essere la lavorazione comunque della materia prima metallica per produrre tanti manufatti, il discorso che l’economia si regge solo spostando all’estero non è mica sempre vero, non è sempre vero. E’ però vero che spostando all’estero si ottengono dei vantaggi immediati, molti tornano indietro dall’estero, perché non hanno le garanzie, non hanno le garanzie che hanno avuto qui, però il valore della professionalità è fondamentale per garantire di continuare a fare dei pezzi e di poterli esportare. Io credo che di questo bisogna tornare a parlare, di questo. Non credere che si possa vivere senza lavorare, la Cina non copia solo, la Cina si porta là le cose e le fa bene, lavorano ed ormai il reddito di un cinese, che è comunque più basso del nostro, consente di avere una situazione per cui lo stato cinese è padrone del debito pubblico degli Stati Uniti d’America. Vorrà poi dire che bisogna tornare ad occuparsi di cose concrete e non solo di economia effimera! Oggi 50.000 euro, ma se dura così domani non bastano 500.000, non bastano non so quanti milioni, perché se va via tutto da questo paese, da queste zone vuol dire che non ce n’è più per noi. Allora, di questi signori che spostano fuori così sembra che sia inarrestabile il decentramento, io credo che la politica se ne debba occupare assieme alle associazioni imprenditoriali, ai lavoratori, altrimenti il cittadino viene a chiedere il conto alla politica e non si accontenta più dei 50.000 euro, nel senso che lo Stato democratico e di diritto verrà messo in crisi da una situazione economica esplosiva. Questo io volevo dire. Grazie.” = Esce il Cons. Romanato. I consiglieri presenti sono 20 + il Sindaco. Cons. GHINASSI: “Io voglio fare una considerazione più concreta e molto terra terra che diventa anche una proposta al Consiglio Comunale e alla Giunta. Non c’è dubbio che questo è un provvedimento che va nella direzione giusta, cioè dare una risposta a quelle che sono le esigenze di una parte della popolazione che oggi soffre più di altri i colpi nel gravame della crisi, così come non c’è dubbio che l’importo che è stato stanziato appare inadeguato rispetto a quelle che sono le condizioni attuali della crisi ed anche le prospettive perché la sensazione che abbiamo in molti è che sul nostro territorio i tempi peggiori non siano ancora arrivati, ma debbano probabilmente ancora arrivare, così com’è vero quello che si diceva che i soldi non si inventano, non si stampano, non si falsificano, nascono o da riduzioni delle spese o da aumento delle entrate, le risorse per finanziare questi fondi. C’è un elemento sul quale credo dobbiamo riflettere, perché si capisce il valore di un provvedimento anche da come viene accolto dalla gente, dall’intensità che riscuote all’interno, non è solo la quantità, ma anche l’intensità, quello che vorrei capire è se effettivamente c’è un ricorso, vediamo che c’è un ricorso vero, forte, sostanziale a questo strumento e che quindi serve a qualcosa, non solo a pagare il cappuccino ed una brioche alla mattina ad una famiglia. Io credo che dovremo rimetterci attorno a questo tavolo e fare un ragionamento, anche per sacrificare qualcosa in più rispetto a quello che abbiamo fatto. Le famiglie in fin dei conti fanno così, se ad un certo punto viene a mancare qualche fonte di reddito e di entrata ci si sacrifica da qualche parte, pur di garantire quelli che sono i fattori essenziali della qualità della vita. Se vediamo - e questo facciamo presto perché il bando esce e quindi si capisce subito quale sarà l’accoglienza e come verrà recepito dalla gente - cioè se capiamo che diventa un elemento, può diventare un elemento importante per aiutare tante famiglie che oggi stanno affrontando questa situazione difficile, io credo, ripeto, che un ragionamento si possa fare, anche sul bilancio del 2010 immediatamente per raddoppiare almeno questo stanziamento e portare un ulteriore elemento di sollievo a quella che è una situazione difficile. Questo comporterà di tagliare delle spese, certo comporterà di tagliare delle spese, ma lo vedremo a quel momento. Oggi ci limitiamo a dire che questo è un fondo che appare - nelle condizioni date - inadeguato. Credo però che l’andamento di questo provvedimento che abbiamo preso debba essere monitorato, perché non è da escludere, a mio avviso, che se c’è la necessità e se tale necessità è recepita, è sentita in maniera forte e precisa dalla gente, noi dobbiamo dare un segnale più forte.” Cons. VISANI: “E’ chiaro che, per quanto la cifra possa essere limitata, è sicuramente comunque un buon avvio e poi mi auguro che in seguito si possa rivedere al rialzo la cifra destinata a questi aiuti, si dovrà discutere del Bilancio 2010 e diciamo che nell’anno prossimo si potrà valutare di destinare ulteriori fondi. Quello che mi chiedo è se questi provvedimenti, giustissimi da parte della nostra Amministrazione, possano essere presi anche ad altri livelli. Abbiamo un Governo che è stato eletto promettendo tagli di tasse, promettendo il paese dei Bengodi probabilmente. Io dei tagli delle tasse non ne ho ancora visti, c’è crisi, è vero, però poi questo Governo vara uno scudo fiscale, no, sì il rientro scudo fiscale ... giusto, con un’aliquota del 5%, se non sbaglio, su capitali che originariamente avrebbero dovuto essere tassati al 40% o al 50% probabilmente, comunque non al 5%. Allora perché questo Governo ha favorito chi ha miliardi di euro all’estero e si dimentica e continua a dimenticarsi di chi non ha il lavoro, di chi campa con 500 euro al mese, sono frottole che con la socialcard si possa vivere meglio, sono frottole. E’ vero, appunto, che chi ha miliardi all’estero, pagando praticamente una piccola elemosina a questo Governo può riportare tutto in Italia. Secondo me qui sta il problema, non deve essere il Comune di Faenza a dover pensare, oltretutto in un periodo in cui gli viene tolta l’I.C.I., gli viene tolta tutta una serie di entrate, non deve essere il primo attore di questi provvedimenti, poi certo ben vengano. Io assolutamente voterò a favore di questa delibera, ma mi viene da dire: “Perché lo scudo fiscale non poteva essere al 10% o al 15%, non era comunque un vantaggio per chi ha tutti questi capitali all’estero e, allo stesso tempo, una maggiore entrata per lo Stato?” Questa cosa non mi torna, o meglio, pensando agli interessi di certi personaggi che ruotano attorno a questi grandi attori che sono a Roma, forse capisco la ratio di tutto ciò, purtroppo se guardo, se guardiamo agli stipendi di noi poveri mortali qualcosa che non torna c’è sempre.” Cons. SAVELLI: “Io credo che, pur nell’esiguità di questo intervento, sia un intervento che, tutto sommato, fa e rende merito alla città, una città che dimostra, anche in questo momento, un forte senso di solidarietà e di coesione, Poi è chiaro che è un intervento che, al di là di quello che è l’aspetto solidale, non è che risolva gran che e credo che la politica possa fare di più, anche la politica locale, anche la politica di una città come Faenza. Noi abbiamo, credo a livello politico - perché ha ragione il Cons. Alpi, prima o poi queste cose si ritorceranno in qualche maniera contro la olitica tutta, non di una parte o dell’altra, contro la politica tutta - credo che la politica, anche a livello locale, abbia il compito, specialmente in luoghi ed in realtà come quella faentina, come quella romagnola, o come quella indiana, di mettere in campo misure e risorse e - diciamo così - provvedimenti in grado di far rinascere, fra i nostri giovani e fra la nostra gente la voglia, la cultura ed il desiderio di fare economia, cioè di fare impresa, di creare lavoro, di creare ricchezza. Se queste Regioni e questo Paese sono arrivati fino a dove sono arrivati adesso, è perché in anni passati sono scese in campo queste specificità e queste peculiarità che il nostro popolo ha, che gli italiani hanno, che gli emilianoromagnoli hanno, quindi noi come politica dobbiamo mettere in campo tutte quelle misure che possono servire ad agevolare e ad aiutare chi vuole cominciare a fare impresa, chi vuole incominciare ad avviare un’attività, chi vuole cominciare ad avviare un lavoro e la politica ha mille strade per farlo, mille strade che vanno dai regolamenti, che vanno dalle incentivazioni, che vanno dalla sensibilità nei confronti di chi vuole fare. Solo in questa maniera noi riusciremo a ricostruire un tessuto che di per se stesso crea ricchezza, perché, se non creiamo ricchezza, non possiamo distribuire i soldi che n nabbiamo, perché adesso abbiamo 50.000 euro e forse ne servirebbero 100.000, 200.000, 300.000. Da dove ce li caviamo? Bisogna che noi lavoriamo, dico noi lavoriamo qui in termini e in maniera molto ampia, ed in maniera direi quasi coesa, molto coesa per ricreare quelle condizioni che possono far rinascere, fra i giovani soprattutto, perché i giovani credo che non siano quella popolazione di sprovveduti che tante volte si pensa che siano, dobbiamo solo mettere in campo delle opportunità, agevolazioni, facilitazioni, sensibilità, attenzioni, perché riscoprano il piacere di fare impresa, di fare lavoro, di guadagnare, di guadagnare con del lavoro, non con delle cose fittizie o estranee alla cultura di queste realtà.” Cons. BAGNOLINI: “Finalmente Savelli! Savelli mi complimento, perché finalmente un ragionamento sul territorio, finalmente qualcuno che parla di Faenza, che parla del nostro territorio con una riflessione equilibrata. E’ troppo facile in questo Consiglio Comunale, come in tutti i Consigli Comunali, fare delle riflessioni a livello dello Stato centrale, il Governo qua, il Governo là, potremmo parlarci addosso fino a domattina e a volte rischiamo proprio di fare mattina su queste cose qui che non servono a niente. Mi complimento Savelli per il suo intervento che finalmente è tornato a casa, siamo tornati a casa, ci sentiamo sul territorio, siamo scesi, siamo scesi a Faenza finalmente, grazie.” Cons. MARIANI: “Sinceramente pensavo che un argomento di questo tipo non suscitasse un dibattito così allargato, credevo si discutesse semplicemente sulla bontà o non bontà dell’intervento e sulla sufficienza o insufficienza dell’importo. Poi qualcuno non ha resistito alla tentazione di ampliare il discorso e di andare cercare responsabilità altrove per l’esiguità dell’importo. Credo che sia doveroso ricordare come questo Governo ha ampliato ed ha esteso la base di coloro che possono usare ammortizzatori sociali, quindi se la cassa integrazione era prevista solo per i dipendenti dell’industria, oggi è prevista anche per settori dell’artigianato, prima non c’era, i Governi di sinistra non lo avevano fatto, è prevista una forma ... non è vero ... allora i dipendenti delle aziende artigiane che sono in cassa integrazione evidentemente non è vero mi dicono, a me risulta di sì.” Voce di fondo (Cons. Alpi) Cons. MARIANI: “E’ una situazione che prima non esisteva, è un ammortizzatore sociale che prima non esisteva e adesso esiste?” Presidente TANESINI: “Se sta dicendo una cosa non vera, Cons. Alpi, dopo prenderà la parola e potrà ribattere, però direi che fino ad ora ...” Cons. MARIANI: “... come anche per i lavoratori con i contratti atipici, che le misure siano insufficienti rispetto alla portata della crisi e della situazione del disagio e del danno, su questo ci troviamo di fronte ad un evento epocale, ma che non ci sia stata sensibilità da parte di questo Governo e non si siano presi in considerazione strumenti di intervento e di aiuto anche di tipo assistenziale, questo è voler negare l’evidenza delle cose che sono, è voler distrarre l’argomento da quello su cui dobbiamo votare questa sera, cioè voler distrarre l’argomento dal fatto che il nostro Comune mette a disposizione di un intervento così importante e così urgente una somma insufficiente. Che ci siano nella gestione del nostro bilancio da anni sprechi, che naturalmente vanno ad erodere risorse che potrebbero servire anche per aiuti di questo tipo, non è la prima volta che lo diciamo, che in questi ultimi anni non siano stati fatti interventi efficaci e sufficienti per politiche di sviluppo, questo non è un giorno che lo diciamo e quindi che una situazione di impoverimento della città, che ha puntato più su uno sviluppo edilizio e non su uno sviluppo produttivo di altro tipo, non è un giorno che lo diciamo e quindi che questo fenomeno abbia subito un’accelerazione dovuta alla crisi congiunturale questo è un fatto che vediamo, ma che non riduce le responsabilità di questi anni di amministrazione. E’ alla portata di tutti un programma elettorale che è stato presentato da uno dei candidati alle primarie del centro-sinistra, il quale sostiene che è possibile risparmiare riducendo gli sprechi ed affidando incarichi secondo criteri di efficienza, efficacia ed economicità. Essendo un candidato del centro-sinistra, provenendo dal centro-sinistra vuol dire ammettere che il centro-sinistra fino ad ora ha effettuato sprechi ed ha affidato incarichi non ispirati a questi principi. Quindi, se ora i fondi per queste operazioni importanti sono pochi non c’è da piangere e dare la colpa a chi sta a Roma, ci sarà da dare la colpa a chi stava qui e che si trova ora a non avere in cassa quello che può servire ai cittadini in un momento di bisogno. Volevo semplicemente mettere un po’ d’ordine secondo me ad una discussione che è partita per la tangente e non ha voluto riportare le responsabilità a chi in questo momento deve riconoscerle, dal momento che è di un finanziamento comunale che stiamo parlando. Anticipo la dichiarazione di voto del mio gruppo che, pur riconoscendo insufficiente lo stanziamento, auspica un suo aumento, quindi la ricerca di ulteriori fondi e farà voto di astensione.” Cons. BARNABE’: “Solo per rispondere alla Vicecapogruppo, Susanna Mariani, che basterebbe avere qui i soldi dell’I.C.I., i soldi che spendiamo nella Caserma della Polizia, nella Caserma dei Carabinieri di Reda, altro che 50.000 euro, potevamo mettere 2 milioni di euro in questo fondo.” Sig. VICESINDACO: “Personalmente ritengo che il dibattito sia stato indubbiamente stimolante per chi come me ha creduto sempre nella propria vita al valore del lavoro e qui stasera si parla di lavoro che è venuto a mancare, di lavoro che eventualmente occorre fare tutti gli sforzi per ricrearlo ed ovviamente lo scopo della nostra delibera questa sera non si poneva un obiettivo così elevato. Al Cons. Martino, che mi chiedeva come mai non prendiamo a riferimento anche coloro che sono storicamente o strutturalmente disoccupati, devo dire che questo è un fondo che ha una sua strumentalità rivolta a coloro che, provenendo dal mondo del lavoro, si trovano in una situazione di disoccupazione. Non è che gli altri ci hanno fatto il callo, voglio dire che lo capisco bene che rimane e permane un dato forte, specialmente nelle popolazioni giovanili di avere delle difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro, però per ricentrare il tema a me pare che questo sia un provvedimento che sicuramente, l’ho detto anch’io partendo fin dall’inizio e concludendo su questo, noi parliamo di un’ipotesi di risorse da mettere a disposizione che sono sicuramente insufficienti, anche se non parliamo di un cappuccino o di una brioche, parliamo di un intervento sicuramente forse non efficace per tutte le famiglie che ne potrebbero avere bisogno, che ragiona di 200 euro di integrazione per 6 mesi per quelle famiglie che si trovano in questa difficoltà. E’ chiaro che potremmo avere, come diceva il Cons. Ghinassi, l’esigenza di andare continuamente a tenere monitorata questa vicenda, sperando di trovarci, alla fine dell’anno, ad avere, da un lato, una possibilità di coprire con qualche residuo, ed anche qui dovremmo fare una valutazione all’interno dell’Amministrazione Comunale e della Giunta, per dire se abbiamo 50 euro in che direzione a fine anno li destiniamo, privilegiamo o teniamo conto anche della condizione, ovviamente come io ritengo, delle famiglie che sono state colpite da questo fenomeno, da questa gravità, oppure facciamo delle altre cose che sono pur tutte legittime. Sulla legittimità di tutte le cose poi dirò immediatamente qualcosa. A chi tocca? Certo noi qui non ci possiamo sottrarre dall’affrontare una cosa che tocca intanto a noi, questo non sottrae comunque ai consiglieri che hanno in qualche modo sollevato il problema di ritenere che non vi siano delle esigenze di intervento anche nei confronti appunto dello stesso Stato nazionale che non dimostra probabilmente la totale disponibilità rispetto a quella che è una gravità della situazione che noi oggi qui incontriamo. Quindi, questa esiguità, davanti al problema che noi possiamo riscontrare, dovremo poterla affrontare sapendo che comunque occorre fare, all’interno della nostra Amministrazione, delle scelte che naturalmente devono poter valutare di tenere in equilibrio quelle che sono le condizioni di carattere generale che abbiamo nel nostro territorio. Noi avremo quest’anno delle difficoltà significative nel realizzare un bilancio, perché non ha più le risorse a disposizione degli anni precedenti. Ciò è chiaro che ci induce sicuramente a fare uno sforzo esasperato e forte per andare a tutte le razionalizzazioni, ma indubbiamente quando la coperta è di questa dimensione, quindi non sufficiente, occorre sapere che le scelte che uno deve andare a fare sono delle scelte che possono scoprire degli altri piedi e quindi il tema di essere comunque equilibrati nelle scelte economiche e di bilancio che dobbiamo fare nella nostra Amministrazione è un dato assolutamente importante da tenere in considerazione. Con questo noi crediamo che sia, non dico che ci accontentiamo delle idee da proporre alla città, ma rinforziamo il senso della valutazione del lavoro che è venuto a mancare, lo rimettiamo al centro della nostra riflessione, lo rimettiamo al centro di un dibattito culturale che troppo spesso ha sottovalutato il lavoro nella sua esigenza di produttività e di ricchezza, che è necessario rilanciare nella comunità per fare in modo che anche il livello di coesione, di servizi che abbiamo nella nostra realtà siano in grado un domani di fornire garanzie e maggiori sicurezze. E’ un esempio, quello che si costruisce, non la soluzione di tutti i mali e di tutti i problemi, un esempio che si accompagna ad un’altra grande qualità che comunque fino ad oggi abbiamo saputo tenere alto in campo che è quello dell’intervento adeguato, oggi non più sufficientemente, nei confronti delle famiglie che vedono dai nostri Servizi Sociali interventi importanti, così come avete riconosciuto anche nei confronti delle famiglie che hanno bisogno. Vi era necessità di incentrare su un segmento che ha preso una socialità forte il dire siamo presenti, non lasciamo soli questi lavoratori, vedremo, dalle domande che verranno presentate, coinvolgeremo l’Amministrazione Comunale ed il suo Consiglio e nell’elaborazione del bilancio dire: “Abbiamo fatto il passo sufficiente? Con questo nostro passo noi stiamo dando delle indicazioni, altri saranno coerenti?” Noi pensiamo intanto di non attendere gli altri, ma di fare noi un passo affinché si diffonda questa cultura della ricentralizzazione del tema del lavoro, anche di quello che è venuto a mancare e del sostegno, oggi drammatico, alle famiglie che hanno delle condizioni economiche pesanti all’interno della loro stessa casa, quindi partiamo non ritenendo che tutto ciò risolva, ma va nella direzione di essere accanto ai nostri cittadini, quelli più colpiti per dire che l’Amministrazione Comunale non è assente dalla tua condizione di disagio. Potremmo, vorremmo fare di più, misureremo tutto sulla base delle possibilità e delle capacità che avremo.” Cons. BAGNOLINI: “La Lega Nord Romagna ritiene che destinare questo fondo ai lavoratori che hanno perso il lavoro sia senz’altro un provvedimento giusto, ma insufficiente, pertanto il nostro voto è di astensione.” Cons. VISANI: “Non voglio certo distrarre, Vicecapogruppo Mariani, questa assemblea da quello che è il provvedimento, quindi non voglio certo dire che è colpa del Governo se il Comune di Faenza mette a disposizione soltanto 50.000 euro ed infatti ho auspicato un aumento di questa cifra in futuro. Volevo semplicemente puntualizzare come, dal mio punto di vista, si siano privilegiati provvedimenti a livello nazionale che andavano in favore di quelli he i soldi li hanno già, perché è un dato il 5% dello scudo fiscale, cioè che lo scudo fiscale abbia un’aliquota al 5% che, visto che va a “colpire” i molto abbienti forse poteva essere un po’ di più e ci potevano essere più risorse anche per il Ministro Tremonti, ma che non sono io, ma sono diversi esponenti della maggioranza stessa, ministri compresi, che lo criticano perché ha i cordoni della borsa un po’ troppo stretti, forse perché non ha soldi, allora magari si poteva tirare fuori qualcosa di più da questo scudo fiscale. Il mio voto, come avevo detto in precedenza, sarà favorevole. Chiudo dicendo alla Cons. Bagnolini che se dobbiamo parlare solo di locale mi chiedo cosa ci azzecca il suo ordine del giorno - che discuteremo dopo - su un provvedimento della Comunità Europea.” |
| Ultimo aggiornamento Domenica 14 Marzo 2010 16:01 |


