Manifesto per una nuova lista programmatica unitaria, laica e di sinistra alle elezioni comunali. PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 12 Gennaio 2010 22:12

costiLa nostra comunità locale, come tutta l’Italia, avanza, anche se spesso con poca forza e speranza, una domanda di buon governo.
Coloro che hanno a cuore le sorti future, le organizzazioni della cosiddetta Società Civile che ancora ritengono indispensabile il ruolo della politica, chiedono alle forze che si oppongono al governo nazionale fuori e dentro il Parlamento, la costruzione di un progetto per una migliore convivenza sociale.

Noi cittadini di Faenza

 

da quelli impegnati nei partiti di sinistra, a coloro che in ogni ambito sociale hanno a cuore le sorti pubbliche; ci riconosciamo nei valori del lavoro e della partecipazione, del dialogo, della solidarietà ed uguaglianza e ci riconosciamo nel rispetto dei principi della carta costituzionale, come cardine attorno al quale far ruotare la decisione e l’azione politica.

 

Denunciamo come il nostro Paese rischia di diventare una periferia europea.
L’egoismo, l’individualismo, la piccola furbizia fine a sé stessa, il razzismo praticato, lo svilimento di tutto ciò che è bene comune, cultura, società e impresa collettiva, si accompagnano al disprezzo delle regole, delle istituzioni, all’abbandono anche degli standard minimi della convivenza civile. Noi vediamo una violenza strisciante che si sta insinuando in tutte le pieghe della società e che rischia di deflagrare all’aperto con esiti distruttivi.

Questo pericolo esiste anche a Faenza, nella nostra comunità, nonostante il diffuso senso civico ed il forte radicamento dei valori scritti nella nostra Costituzione, perché le forti aspettative dei cittadini, se disattese dalla pratica amministrativa comunale, possono minare la partecipazione democratica e allontanare dalle istituzioni.

Riteniamo doveroso un bilancio dell’esperienza amministrativa del Centro-sinistra nel Comune di Faenza.
Sicuramente rilevanti ed apprezzabili sono i risultati sul versante delle politiche sociali inclusive, che hanno migliorato la vivibilità di Faenza, importanti sono state le opere pubbliche realizzate e l’attenzione verso gli immobili scolastici, notevole è stato lo sforzo compiuto per migliorare alcuni servizi, ma non si possono tacere, evidenziandoli con l’obiettivo di migliorarli, quegli aspetti critici relativi alla gestione ed alla programmazione del territorio che richiedono un diverso indirizzo politico-amministrativo.

Alla luce di queste considerazioni riteniamo necessario un segnale di discontinuità.

Una doppia urgenza ci ha spinto a progettare di costruire una nuova lista unitaria, cioè una soggettività politica locale che riunisca le esperienze dei partiti di sinistra e sia aperto ai cittadini che hanno voglia di impegnarsi.

  • Vogliamo ridare un senso al lavoro di ciascuno, affinché la costruzione della propria identità e della propria sicurezza materiale siano prassi concrete per poter ri-proporre un’idea di sviluppo comune orientato al futuro, che consegni ai nostri figli e  nipoti un ambiente vivo e spazi sociali più ricchi e fecondi.
  • Lo sviluppo, anche a Faenza, deve tornare ad essere il frutto di una discussione pubblica, aperta, dialogante, il frutto di una scelta consapevole della nostra comunità e non il risultato di incontri di ristretti comitati d’affari o del confronto tra pochi soggetti economici e i vertici istituzionali. Qui c’è un punto di forte critica rispetto agli esiti finali del governo della città: negli ultimi anni i faentini sono stati considerati una platea passiva cui far accettare (al meglio, spiegare a cose fatte) ciò che veniva deciso al di fuori dei circuiti pubblici. Anche il consiglio comunale, lo diciamo con dispiacere, è stato purtroppo condizionato ed è finito per diventare quasi solo una cassa di risonanza per decisioni prese altrove.

Per noi cittadini di Faenza

il valore più profondo di ogni proposta economica sta nei suoi esiti sociali finali. Il profitto individuale non può realizzarsi a scapito del bene comune. La crisi capitalistica che stiamo attraversando ci parla di questo e non di altro.

Il nostro punto di partenza è semplice: Faenza ha raggiunto limiti d’espansione urbana, territoriale e demografica che non possono essere oltrepassati, a meno di pensare a una città completamente diversa da quella che oggi conosciamo.
La gestione del territorio non deve essere caratterizzata da una crescente cementificazione a scopo speculativo (molti dei nuovi vani costruiti restano disabitati).

E’ tempo di progettare un uso diverso del territorio, che promuova una riconversione del patrimonio edilizio esistente, limitando la rendita e favorendo il diritto ad una abitazione dignitosa per tutti. E’ necessario pensare al territorio come a una risorsa, puntando sul risparmio energetico, sulla produzione di energia da fonti rinnovabili e pulite, e soprattutto confrontandosi con un progetto fattibile di trasporto pubblico, che preveda parcheggi scambiatori.

Occorre un quadro coerente di politica economica: all'aumento incontrollato della rendita e della grande distribuzione fa riscontro la crisi dell’agricoltura e dell’industria manifatturiera. In tale contesto è irresponsabile che si indichino sulle pagine dei giornali (come sta accadendo per l’Omsa), variazioni della destinazione d’uso delle aree industriali, creando sconcerto fra le lavoratrici; prima di qualsiasi confronto nel Consiglio Comunale.

Le difficoltà occupazionali che la crisi del sistema economico sta facendo conoscere anche a Faenza, richiedono un indispensabile  impegno dell’amministrazione pubblica per migliorare le condizioni di lavoro e di reddito; coinvolgendo le parti sociali e gli Istituti di credito nella creazione di un piano concreto di aiuti alle famiglie, gravemente colpite anche dall'impressionante aumento della Cassa integrazione.

Anche i servizi pubblici e quelli di natura “socio-sanitaria” costituiscono un reddito (indiretto) per i lavoratori ed i pensionati. A tal fine, invertendo la tendenza disastrosa delle privatizzazioni, ci proponiamo di perseguire una politica che riporti ai comuni la gestione della cosa pubblica, a partire dai servizi indispensabili come energia, acqua, trasporti, igiene urbana. Il controllo sull'efficienza e gli obiettivi dei servizi (oggi tanto sbandierato con modalità offensive verso i dipendenti pubblici dal Ministro Brunetta) non si può realizzare al di fuori di una gestione pubblica e libera da pesi di natura burocratica e clientelare. Non è un caso che il servizio sanitario pubblico dell’Emilia Romagna sia un riferimento per tutta Europa.

Riteniamo giunto il momento per la costruzione di un nuovo progetto politico-amministrativo che unendo sotto uno stesso nuovo simbolo faentino tutti i partiti della sinistra, allargato a quei cittadini sensibili alle sorti pubbliche, punti al governo di Faenza.

La soggettività che intendiamo costruire dovrà rilanciare una nuova idea di governo locale basato su principi di democrazia e solidarietà, contrastando l’egemonia culturale della destra  a partire da quei valori che devono essere la caratteristica del modo di  governare della sinistra: in primo luogo il legame con il mondo del lavoro, la legalità, la trasparenza e con uno sviluppo economico sostenibile.

Proponiamo quindi la creazione di una lista programmatica unitaria, ambientalista, laica e di sinistra, attraverso un percorso di  ascolto attivo, che si presenti alle elezioni del 2010 per costruire un nuovo governo della città in base al confronto tra le forze democratiche che a Faenza si riconoscono nell’opposizione al governo Berlusconi.

Possiamo dire che punteremo sul miglioramento della qualità complessiva del vivere a Faenza: qualità e sicurezza nel lavoro; qualità e garanzia delle prestazioni sanitarie e dei servizi sociali, qualità e ricchezza delle relazioni nella comunità, per riportare la cultura al ruolo centrale che le compete a Faenza; qualità e oculatezza nella gestione del territorio e delle sue risorse.

La lista dovrà mantenere un impegno di confronto democratico pubblico, sulle scelte che la futura amministrazione comunale si troverà a compiere, assicurando ai cittadini una informazione corretta ed un coinvolgimento continuo nelle decisioni.

Ultimo aggiornamento Sabato 06 Marzo 2010 18:20
 
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