Comunicato stampa sull'apertura del centro di cultura islamica a Castel bolognese PDF Stampa E-mail
Scritto da Associazione "Sinistra per Faenza"   
Sabato 24 Dicembre 2011 14:31

sxfDesideriamo esprimerci su quanto sta accadendo nella vicina Castel Bolognese in relazione all’apertura del centro di cultura islamica, stigmatizzando le dichiarazioni e le azioni di alcune forze politiche che, cavalcando ancora una volta, la sottocultura del sospetto e dell’odio, tentano di negare il diritto riconosciuto dalla nostra Costituzione alla libertà di culto (Art.8) e al rispetto delle diversità culturali.

Già, ma chi siamo noi?

E’ doverosa una premessa. La lista “Sinistra per Faenza”, presentata alle ultime elezioni comunali, non ha, come è noto, raggiunto i consensi necessari ad ottenere una rappresentanza istituzionale; tuttavia, ritenendo oggi più che mai validi lo spirito e le finalità di quell’esperienza, abbiamo deciso di costituirci in associazione per promuovere i nostri valori, e tra questi: l’affermazione della tradizione antifascista del popolo della Romagna; la lotta al razzismo e all’antisemitismo; la difesa della legalità repubblicana, della democrazia e del pluralismo politico.

 

Qualcuno, certo, dirà che siamo “buonisti” utilizzando un termine tanto in voga quanto vuoto di contenuti, potremmo rispondere loro che sono “cattivisti” ma ritenendo di avere argomentazioni più articolate preferiamo tentare di esporle.

Il principio di reciprocità, tanto caro alla Lega Nord che lo brandisce come una clava, apre una prospettiva di arretramento sociale e culturale, poiché altro non è se non la versione forbita della incivile legge del taglione. La composizione sociale è mutata, la multiculturalità è presente anche nei nostri territori, i flussi migratori avvengono, e pensare di governarne gli effetti negandone l’esistenza, negando a questa moltitudine di donne e uomini il diritto alla propria fisicità, prodigandosi perché rimangano nell’invisibilità, è non solo umanamente inaccettabile ma, volendo essere generosi, puerile e politicamente miope.

Pur ritenendo che la laicità sia un elemento irrinunciabile per le istituzioni pubbliche, siamo convinti che la libertà di espressione religiosa e culturale, e la creazione di nuovi luoghi di aggregazione, non possano che arricchire la nostra società.

Recentemente il nostro Paese è stato teatro di terribili episodi di razzismo (da Firenze a Torino). Abbiamo assistito al maturare dell’amaro frutto della xenofobia. La paura del diverso, combinata a fasi di crisi e recessione economica, ha, in altri momenti storici, rappresentato il brodo di coltura delle ideologie nazi-fasciste. Stupisce la solerzia con la quale esponenti politici di forze fino a ieri al governo, si affannano a dirottare l’attenzione dell’opinione pubblica su falsi problemi, agitando lo spettro della teocrazia islamica, in un Paese nel quale il potere secolare della Chiesa cattolica si estende ben oltre le mura del Vaticano.

A chi  dichiara: “La Moschea? La facessero a casa loro!” non possiamo che rispondere che, piaccia o no, questa è casa loro, perché qui vivono, lavorano, studiano e pagano le tasse, come noi tutti…o quasi.

Ultimo aggiornamento Sabato 24 Dicembre 2011 14:47
 
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