Ragione n. 5. Abbiamo un'idea di città. PDF Stampa E-mail
Scritto da m.a.   
Mercoledì 03 Marzo 2010 19:39

5. Abbiamo un'idea di città.

A Faenza siamo 57.000, nel 2002 eravamo 54000. La popolazione è cresciuta lentamente esclusivamente grazie all'immigrazione: 1400 i faentini d'origine extracomunitaria nel 2002, 5000 oggi. La forza demografica della nostra città, da cui molti fanno dipendere la possibilità di mantenere certi fondamentali servizi sul territorio (in primo luogo l'ospedale), deve molto a loro, ricordiamolo. Più passa il tempo, più l'immigrazione e la più alta natalità di questi nuovi faentini colma i vuoti strutturali prodotti dalle dinamiche demografiche autoctone.

Ci avviciniamo alla soglia dei 60.000 abitanti, quella che considero una sorta di confine demografico. Oltre quel confine, la città, inevitabilmente sarà diversa. Nei prossimi dieci anni dovremo decidere se puntare ad uno sviluppo quantitativo o qualitativo. Con chiarezza ritengo che la prima strada ci sia preclusa.

Pensiamo ad una Faenza con 80.000 abitanti: la nostra economia produttiva (se non vogliamo trasformarci in una grande periferia piena di quartieri dormitori) dovrebbe crescere a tassi cinesi per almeno un decennio, con conseguenze disastrose per il territorio; ma anche se ciò si rivelasse possibile con un minimo danno ambientale, come e con quali risorse allestire le infrastrutture necessarie, i servizi pubblici e sociali? Nemmeno una pianificazione di tipo sovietico garantirebbe un'ordinata espansione della città, figuriamoci lasciare carta bianca a banche, imprese e speculatori! Infatti, banche, imprese e speculatori non hanno in mente che oltre il 30% dei futuri 80.000 faentini saranno immigrati, lavoratori e giovani e avranno bisogno di case poco care, servizi vicini ed efficienti, trasporti sicuri e poco costosi.

Chi ha in mente una crescita poderosa della città, non può agire dietro le quinte, abbia il coraggio di presentare un progetto: lo discuteremo pubblicamente. Ricordo  che un paio d'anni fa un noto imprenditore locale, con grande franchezza romagnola, dichiarò alla stampa che sognava una città lineare da Faenza a Ravenna, tutta costruita sui due lati: 70 km (andata e ritorno) di cemento, negozi, industrie, case. L'aveva sparata grossa, e il dibattito si fermò lì...nel frattempo i km costruiti sono diventati 10 (area ex Neri-casello autostrada, andata e ritorno). Non si può continuare a mettere a disposizioni lotti, a costruire case, a rischiare azzardate operazioni immobiliari, ad attirare capitali speculativi e imprese che non danno garanzie sulla qualità e la durata del lavoro e poi, un giorno, scoprire, come canta Celentano, che non lasciano l'erba.

Noi puntiamo sulla qualità: la qualità del vivere, del lavoro, dello sviluppo, dell'abitare. La crisi economica che viviamo è durissima, durerà ancora a lungo (almeno due anni) e colpirà soprattutto il lavoro dipendente e, indirettamente, quello autonomo più legato alle dinamiche salariali del segmento medio-basso della forza lavorativa. Per questo gli interventi pubblici devono essere mirati e razionali. Rispondere alle emergenze vere (disoccupati e precari), per il resto concentrarsi su traguardi di medio e lungo periodo. Ricerca, valorizzazione del territorio (storia, cultura, paesaggio, prodotti tipici), innovazione industriale (perché non pensare alla linea ferroviaria Brisighella-Ravenna come metropolitana di superficie e incentivare a Faenza la produzione di motrici e vagoni?)... L'intervento pubblico nel mercato immobiliare deve essere orientato soprattutto a calmierare i prezzi delle prime case e degli affitti e ad evitare infiltrazioni malavitose: l'edilizia è ormai un settore preso d'assalto dalle mafie nazionali, e in Emilia il fenomeno è in forte e preoccupante crescita; (nemmeno si risolve la vivibilità del centro solo ripavimentando corsi e piazze, se poi quello che si incentiva è una sorta di esodo centrifugo verso ville in campagna o in collina)....

In consiglio comunale, su questi chiodi, picchieremo con insistenza e forza. Votate e fate votare SINISTRA PER FAENZA.

A domani, m.a.

Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Marzo 2010 05:09
 
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